Ubuntu to Debian: breve resoconto di un delirio

Dopo lungo tempo, è giunto il momento di raccontare quello che non si può definire altro che pura follia.

Dopo aver usato per qualche tempo usato Ubuntu, una certa sensazione di schifo, di inadeguatezza, che forse un giorno potrò spiegare, mi ha convinto che dovevo provare la madre suprema: Debian.

Nonostante, però, blogger, forum e utenti di tutto il pianeta abbiano scritto in ogni salsa che i pacchetti Debian e Ubuntu non sono più compatibili, e un passaggio diretto dall’una all’altra (ovvero cambiando solo i repository in /etc/apt/sources.list, senza re-installazioni da zero) sia sostanzialmente impossibile, la coscienza di non aver comunque granchè da perdere mi ha convinto a fare un tentativo.

In fondo, mi dicevo, non potrà essere così diverso! Se poi riesco ad avere un quantitativo sufficientemente grande di pacchetti da aggiornare nel passaggio, i conflitti dovrebbero essere del tutto risolti e potrei trovarmi con un sistema Debian pronto all’uso!

Un ragionamento che ha fatto più di una piega.

Purtroppo tutto è successo qualche mese fa ormai, quindi non mi resta che qualche ricordo e uno screenshot. Ma cercherò di fare un resoconto affidabile.

Consiglio preliminare: DON’T TRY THIS AT HOME!

Il passaggio che ho provato a fare è stato Ubuntu (la 9.10) -> Debian testing (squeeze). Erano i tempi di fine corsa di Karmic, per cui ritenevo che la maggior parte dei pacchetti dovesse aver ottenuto una nuova versione, che sarebbe stata prontamente aggiornata da apt al cambio di repository, grazie alla più aggiornatezza di Squeeze.

Per prima cosa ho disabilitato ogni repository esterno, tra cui i vari PPA che mi sono sentito obbligato di aggiungere (per Chromium come per altri programmi non aggiornati nei repo Ubuntu), per cercare di limitare in ogni modo i danni.

Quindi, ho fatto il cambio di repo vero e proprio in sources.list. E ho dato un apt-get update.

Mi ero ripromesso di dare uno sguardo un po’ approfondito ai pacchetti in aggiornamento, di rimuovere larghi quantitativi di cose “non propriamente utili” (come tutti i pacchetti di GNOME, che al momento non usavo). Ma, colto dall’ebbrezza del momento, non c’ho pensato molto prima di dare un apt-get dist-upgrade. (Forse prima ho solo installato apt, aptitude e dpkg nuovi)

Mi aspettavo subito problemi, invece ho ottenuto una lista infinita di pacchetti da aggiornare (compresi kernel, Xorg, ecc.. insomma un po’ di quel che consideravo “base” del sistema, assolutamente da cambiare da distro a distro). Poi, mi sono fidato, e ho dato l’ok.

Se lo ripeti mille volte, avrai la salvezza eterna!

I tag LSB e Debian:problemi

I problemi sono iniziati poco dopo la fine del download. Qualche pacchetto è stato aggiornato correttamente, prima che cominciassero a comparire errori e warning. Il più criptico sembrava quello riguardante dei tag LSB negli script dei demoni (v. immagine poco rassicurante)

Naturalmente la cosa mi preoccupava. Ma poi indagando ho scoperto trattarsi di poche righe in ogni script, e ho facilmente risolto rimuovendo o sovrascrivendo gli script precedentemente installati. Dpkg ha mano a mano smesso di lamentarsi di questo.

Un secondo grosso problema è stato dato da upstart, evidentemente non compatibile col sistema di init di Debian. Ma anche in questo caso, sono arrivato alla soluzione: rimuovere upstart, manco a dirsi.

Poi, però, sono cominciati problemi più seri.

Uno di questi è dovuto esclusivamente alla forma di impacchettamento usata dai sistemi Debian: il fatto di dividere un singolo sorgente in più pacchetti binari, infatti, ha creato qualche grattacapo, dato che la divisione non è uniforme tra Debian e le sue derivate. Così, ho trovato che kdelibs5 voleva scrivere su un file posseduto da un altro pacchetto della serie, che esisteva anche in Debian ma che non possedeva quel file. Insomma, un casino inutile che mi ha fatto un po’ rimpiangere la vecchia cara Arch del “un sorgente, un pacchetto”.

Poi sono nati tutta una serie di errori sul fatto che certi pacchetti richiedevano altri pacchetti che non stavano per essere installati. Parola di apt! Qualcuno l’ho risolto rimuovendo i pacchetti (erano, appunto, per la maggior parte appartenenti a GNOME) incriminati. Ma l’errore ha continuato a ripetersi più e più volte.

Finchè, dopo un paio d’ore passato in questo macabro gioco masochista, s’è affacciata alla mia testa una domanda: ma perchè sto continuando questa follia?

Insomma, io pensavo di non incappare in troppi problemi, e di avere comunque sempre aperta l’opzione di un’installazione da zero del mio nuovo giocattolino. Mi aspettavo due possibili scenari: un sistema aggiornato e Debian-pronto; o un computer sputtanato.

Non mi aspettavo però, lo scenario peggiore: “il limbo del sistema da mettere a posto, inutilizzabile se riavviato, aggiustabile sul momento”. E ci sono quasi cascato, nella trappola tesami dalla sindrome del bricolage applicato all’informatica.

Ma poi, sono rinsavito. Ho spento il computer, per riavviarlo in seguito con una chiavetta contenente Debian Testing NetInstall. E in un’ora ho ottenuto il sistema che volevo. Senza sbattimenti.

Insomma, morale della favola: ho finalmente compreso perchè questo passaggio diretto era sconsigliato. Non è impossibile, probabilmente, questo no. Ma non è sicuramente facile (certi errori m’han fatto sudare non poco, e scoprire molto dei sistemi

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