L’identità secondo Facebook: “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”

Nell’era del digitale e del grande problema di come pensare, costituire, difendere e organizzare un’identità digitale, i consigli e le soluzioni (almeno tentate) non mancano: OpenID è un discreto esempio.

Cosa ne pensa invece il nostro (o la nostra?) vecchio(a?) Facebook?

Proviamo così: cercate di collegarvi a Facebook tramite Tor (cosa alquanto stupida da parte mia, lo ammetto). In automatico e perentoriamente, Facebook richiede una serie di controlli sull’effettiva identità di chi si connette.

Tralasciando il fatto che le ragioni di questa richiesta mi paiono basate sulla provenienza della connessione rispetto al solito, ovvero sulla profilazione – ancora, ma mica è una novità – il punto interessante è: come Facebook intende verificare l’identità di chi si connette?

Primo passo: un captcha, così tanto per togliere subito di mezzo eventuali bot.

Secondo passo: nonchè il pezzo forte: per dimostrare la tua identità, dovrai niente meno che riconoscere alcuni tuoi amici nelle foto in cui sono taggati!!!

In linea di principio, potrebbe anche essere un’idea non del tutto idiota: l’unico modo di aggirare l’ostacolo, sarebbe infatti che il “ladro d’identità” conosca anche i tuoi amici – o possa trovarli, per esempio perchè non hanno lasciato “privato” o “solo per amici” le loro foto su Fb stesso.

Già, ma il signor Facebook non conosce a fondo la sua creaturina, o meglio le persone che questa usano tutti i giorni.

Non esiste infatti nessuna regola che obblighi a taggare le persone solo nelle foto in cui compaiono veramente.

Il risultato, è che mi son trovato a dover riconoscere miei amici in foto come queste (nel primo caso, c’era una seconda foto non screenshottata ma ugualmente poco d’aiuto):

Altra piccolo dettaglio che Mr. Facebook dimentica è che non necessariamente io conosco personalmente, da lungo tempo e abbastanza da poterli riconoscer in qualunque foto (con tutti i diversi look attraversati dai 2 anni di vita in avanti) tutti i miei amici.

Ok le 7 possibilità, ma questa farsa del “tu sei i tuoi amici” con tanto di girotondo e grolla dell’amicizia, e i ridicoli tentativi di porre le conoscenze come mezzo di riconoscimento identitario sono solo un ennesima gocciolina in un vaso (o forse un’otre) che lentamente ma inesorabilmente si sta riempiendo.

Facebook, non siamo più tanto amici!

Piccolo Post Scriptum: il presente post (assente lo scriptum) inaugura la categoria Privacy, in cui potrei, volendo in teoria magari, inserire man mano quel che mi viene in mente riguardo a quanto sto scoprendo da quando ho scoperto siti come questo o questo o da quando ho iniziato a leggere questo (lettura che consiglio a tutti).
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