Debian: buone notizie, cattive notizie, notizie medie

Tra i vari feed RSS che seguo non poteva mancare (soprattutto perchè presente di default in Akregator) il Planet Debian.

Per la maggior parte si trovano articoli che vanno dal tecnico all’estremamente tecnico, racconti di incontri (tipo il DebConf), cose personali su figli nipoti e zie, come in ogni planet.

Oggi però ho trovato non uno ma un’intera serie di articoli interessanti in vario modo.

1. Debian e Facebook

Prima di tutto, una serie di botta e risposta in cui è intervenuto anche Stefano Zacchiroli (l’attuale Debian Project Leader). Tema: dovrebbe Debian avere una pagina *ufficiale* su Facebook?

Il sasso nello stagno è lanciato da Raphaël Hertzog con un post dal geniale titolo “Può Debian raggiungere il dominio del mondo senza essere su Facebook?“.
Raph (lo chiamo così non perchè lo conosca ma per semplicità) nota la presenza di una pagina Facebook dedicata a Debian, che conta un buon numero di fan (circa 50.000) ma che non si capisce a chi faccia capo, da chi sia stata creata e se abbia qualche scopo, mentre quella di Ubuntu conta circa 5 volte i fan di Debian e ospita notizie e aggiornamenti vari ma costanti.

La giusta domanda che si pone è: non sarebbe intelligente sfruttare un bacino d’utenza del genere per pubblicare novità, annunci, aggiornamenti su Debian, senza d’altra parte incoraggiare l’uso di Facebook, non essendo questo Free Software? In altre parole la domanda è se avere una pagina ufficiale Debian sul poco amato social network significhi automaticamente incoraggiarne (o almeno giustificarne) l’uso. D’altra parte, dice Raph, Debian ha una sezione di software non-free per gli utenti che ne vogliano far uso: perchè non trattare Facebook allo stesso modo?

Risponde Stefano Zacchiroli con un post dal titolo degno di ben altre campagne: “Yes, we can“: sì, avere una pagina ufficiale su Facebook significa approvare Facebook.
Per sostenere questa sua opinione, Stefano cita un altro interessantissimo post apparso sul planet, “Free Software Needs Free Tools“, in cui Benjamin Mako Hill indica tutte le ragioni per cui gli sviluppatori di software free non dovrebbero affidare le loro creazioni a strumenti non-free come sono SourceForge, Google Code, GitHub, ecc..
Sulla scorta di ciò, Stefano non nega però la possibilità per gli sviluppatori e fan di Debian di pubblicizzare Debian nel modo che più ritengono adeguato: unica limitazione è che non può essere fatto a nome del progetto Debian. Non attraverso strumenti in linea con il progetto stesso, come invece sono identi.ca o il venturo Diaspora.

Chiude (per ora: aggiornerò se necessario) Evgeni Golov con “For Facebook’s Sake” (mi permetto di tradurlo “Per Facebook!”, da pronunciare come si dicesse “Per Dio!”), mancando però, a mio parere, il punto. Si scandalizza infatti per la discussione in corso, indignandosi perchè non si può impedire di avere una fonte di informazioni ufficiale a chi (utenti, sviluppatori, mantainer) usa il social network: sarebbe come impedire di creare un mirror Debian su una macchina Windows!

1.1 Il mio punto

Come detto, ritengo fuori luogo l’ultimo post: Stefano infatti non ha chiesto d’impedire altro che il supporto ufficiale del progetto Debian a Facebook. Il rischio è di essere integralisti nel modo di concepire i cambiamenti in atto, di essere etichettati come fondamentalisti, seguaci settari di RMS, ecc..

Ci sono punti a favore di entrambe le posizioni: a favore della prima, va detto che non sarà la presenza o meno della pagina Debian a condizionare l’uso di Facebook. Questo è evidente, e non penso affatto che qualcuno, o Stefano in particolare, pensi il contrario.

C’è però un risvolto che rende la lapalissiana affermazione di sopra un po’ meno banale e veritiera: una pagina del genere significherebbe pubblicità, potenzialmente utenti, incoraggiati ad un uso più considerato degli strumenti informatici. In altre parole, Facebook potrebbe diventare la piattaforma di lancio per il suo stesso abbandono.

Insomma, se ritengo che non si debbano usare le auto, quale miglior posto per far pubblicità se non una rivista per auto? (l’apparente debolezza di questa posizione, per cui chi compra una rivista di auto è generalmente intenzionato a comprarla e quindi se ne stra-sbatte di cosa ne penso io sulle macchine, è compensata, nel ragionamento, dal fatto che chi usa Facebook non lo fa certo per convinzioni di genere). ((Ovvero, è ovvio che l’obiettivo di una campagna non sono mai i convinti a priori, ma tutta la frangia di dubbiosi)).

Nonostante la sensatezza della posizione di Stefano (abbiamo una linea, un progetto: non tradiamolo!) ritengo non sbagliata l’idea di creare vere condizioni per un cambiamento, non di nicchia ma amplificato.

D’altra parte, nessuno vieterebbe sulla stessa pagina di Facebook di fare pubblicità a Diaspora, no? 😉

2. Sul rilascio di squeeze

Veniamo ora a note più tecniche sul fronte del rilascio di Debian Squeeze. Come forse saprete, è già avvenuto l’hard freeze: non sono permessi avanzamenti di versione nei pacchetti ora presenti in squeeze, salvo diversa autorizzazione; sono concessi solo rilasci successivi per la risoluzione di bug (in particolare dovrebbero essere risolti i bug Release Critical, che sono ad oggi circa 235).

Sul planet ci sono, com’è giusto che sia per il mantenimento della simmetria dell’universo e del karma, due notizie, una buona ed una cattiva.

La buona è che gnash 0.8.8 entrerà in Squeeze. Dato che l’ultima release di gnash introduce importanti feature e bugfix (tra cui, in particolare, il *supporto ora completo a YouTube*) che lo avvicinano all’obiettivo di rimpiazzare quel [insulti censurati qui]® di Adobe® Flash® , questa è sicuramente un’ottima notizia.

La cattiva, però, è che Chromium non ci sarà: la richiesta di includere Chromium 6 è stata ignorata più che rifiutata, e il mantainer Giuseppe Iuculano, ritenendo non supportabile (dal punto di vista della sicurezza) la versione 5 di Chromium, ha chiesto che si accettasse la versione 6 (già in experimental) o si rimuovesse del tutto Chromium. Come s’è visto (e con un tempismo non dimostrato per rispondere alle precedenti richieste), il Release Team ha fatto la scelta peggiore, almeno dal punto di vista degli utenti.

Spiace criticare il Team che di questi tempi deve lavorare più duramente, e che sicuramente si beccherà un sacco di improperi (che statisticamente sembrano essere molto più frequenti dei ringraziamenti). D’altra parte, escludere una scelta di browser così popolare dal prossimo rilascio Debian è una decisione che azzoppa un po’ quanto di buono è stato fatto.

Le ragioni tecniche sicuramente non mancano, ma sono forse ancora (a livello di progetto Debian in toto) troppo poco considerate le ragioni più, in qualche modo, commerciali, o per meglio dire le ragioni di tutti quegli utenti che non possono o vogliono sapere di questioni tecniche, rilasci di sicurezza, o peggio di codice SVG in webkit (la ragione dell’insostenibilità di Chromium 5).

Insomma, Debian non deve solo funzionare bene, deve anche saper piacere, e piacere più delle alternative.

C’è ancora tanta strada da fare, ma la mia fiducia nel progetto non demorde.

D’altra parte..

D’altra parte proprio oggi ho uploadato su mentors.debian.net il mio primo pacchetto Debian: gtk-kde4, il sostituto degno ed efficiente di gtk-qt-engine (di cui avevo già parlato). Ora vedremo se si trova uno sponsor per caricare il pacchetto nei repo ufficiali.. 🙂

Stay tuned!

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2 commenti su “Debian: buone notizie, cattive notizie, notizie medie

  1. […] 13 settembre 2010 cheip Lascia un commento Passa ai commenti Mi è stato sottoposto questo post chiedendomi un’opinione a riguardo. Premetto che io e l’autore del post in questione ci […]

  2. Debian, Facebook e il software libero: cap. 2…

    Beh, sono stato tirato in ballo direttamente per il mio precedente post, allora è il momento di ballare! Che non sia una questione di per sè importante siamo d’accordo. Non ho mai neanche pensato di cercare la pagina Debian su Facebook, e non ci …

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