Debian, Facebook e il software libero: cap. 2

Beh, sono stato tirato in ballo direttamente per il mio precedente post, allora è il momento di ballare!

Che non sia una questione di per sè importante siamo d’accordo. Non ho mai neanche pensato di cercare la pagina Debian su Facebook, e non ci ho pensato nemmeno dopo la disputa.

La questione è un altra, e cheip l’ha colta alla grande: riguarda l’obiettivo di Debian, e se la presenza di una pagina ufficiale su Facebook lo favorisca o meno. E in questo senso, si pone in un contesto molto più generale, che spazia dall’etica alla politica, lasciando la tecnica un po’ indietro.

L’obiettivo di Debian è molto chiaro, espresso fin nel titolo della home del progetto: il Sistema Operativo universale. E’ per questo che ho scelto Debian, non Ubuntu o Arch, che è stata comunque un’esperienza delle più utili, e che, hai detto bene, sento mia come ogni (ex o meno) arciere.

Ma Debian, rispetto ad Arch, ha un progetto molto più ampio, molto più ambizioso, molto più difficile. Molto più affascinante e importante.

Per questo è un progetto che richiede forze di ogni tipo, non solo sviluppatori ed appassionati (quel che basta, sostanzialmente, per una Arch Linux, che ha bisogno quasi solo di pacchetti funzionanti: il resto, sta a te, Keep it simple!), ma di grafica, appeal, pubblicità anche. Semplicità, e il sistema creato da Debian ne è la base (forse solo una base, ma ottima).

Ubuntu ha trovato scelto un obiettivo leggermente diverso, e ha intrapreso una strada che la sta portando rapidamente a raggiungerlo. Non voglio ora approfondire l’argomento, dato che si parla di Debian e Facebook, non di Ubuntu.

Debian però non ha solo l’obiettivo di creare un prodotto da poter installare su tutti gli elettrodomestici di casa, dal computer all’aspirapolvere, ma promuove una cultura, un’idea, un progetto che si fonda sulle basi del software libero. E non può prescindere da queste.

Per questo l’apparentemente banale questione di una pagina su un social network, risolta senza neanche parlarne in seno ad Ubuntu come ad altre distribuzioni, diventa invece molto più profonda: Facebook è un sistema chiuso, non trasparente, spesso additato come pecora nera della privacy. Il perfetto antagonista di Debian, praticamente.

Ai fini del prodotto Debian, la promozione su Facebook sarebbe sicuramente vantaggiosa. Ma, questo ci si chiede nel planet, come si pone rispetto al raggiungimento dell’obiettivo di una promozione di software libero, di cultura della condivisione e della collaborazione, dell’idea che il software possa essere libero e funzionante? E’ positiva?

Secondo me, come ho detto, .

E’ chiaro, come penso di aver chiarito, che da sola è una mossa che non potrà cambiare equilibri grossi, che non significherà la fine di uno dei due progetti (Debian o Facebook), che se non contornata da sforzi su produttori di hardware e software e di creazione di driver e firmware sarà solo una scelta perdente di una comunità cieca e sorda.

E che perdente sarà negando diritto d’esistenza al software proprietario. Non capisco veramente affermazioni come “Io scendo a compromessi con software proprietario che mi rende la vita più semplice” riferite a Debian, che possiede tre componenti di repository ufficiali, di cui due dedicate a software non (completamente) libero. Come se invece parlassimo di gNewSense.

Non dico che installare software proprietario sia immediato, ci sono sicuramente ancora ampissimi margini di miglioramento. ma Debian cerca di ricordare qualcosa che Ubuntu (non sola, nel campo) sembra dimenticare: che esiste una differenza tra software libero e non libero, e gli utenti se ne devono rendere conto. Solo così si promuove un percorso che va ben oltre il prodotto che mi fa figo con gli amici quando gli faccio vedere il cubo o il cilindro sul mio schermo.

Ripeto, Debian non lo fa nel modo migliore, ma per ragioni che non c’entrano più con l’integralismo, piuttosto con una diffusa incapacità di porsi per l’utente che non conosce Linux. Installare Debian, nonostante tutto, non è stato facile nemmeno per me che pure sono sopravvissuto a varie installazioni di Arch.

E’ chiaro quindi che la presenza o meno su Facebook dovrebbe essere l’ultimo dei problemi di una comunità che non sembra voler comprendere come creare infine quel prodotto che la renda in grado di promuovere un progetto. Mentre un programma in qualche modo di punta come Chromium non entrerà nella prossima release.

A Debian, in generale, credo manchino professionalità che vadano oltre le capacità di scrivere codice. E’ chiaro che finora, per l’obiettivo che s’è posta, rischia molto più facilmente di fallire che di aver successo.

Ma, come dicevo nel post precedente, il fatto che la strada sia lunga e tortuosa è per me motivo di impegno. Credo fermamente che sia un progetto valido e giusto, mancante in molti punti ma destinato a ben altro. Come perso nel deserto sulla strada verso una Terra Promessa (metafora certo esagerata in un blog non credente). Ma meritevole del mio lavoro ed impegno.

Conclusione

Mi rendo conto di aver divagato oltre i limiti concessi dalla discussione, quindi tornerò in tema, semplicemente per ribadire: Facebook non è il problema maggiore, nè di Debian nè del mondo. Ma Debian deve porsi, nel suo complesso, il problema di come agire nei confronti di comunità e possibilità offerte dall’esterno. Perchè Debian ha un’etica, o più semplicemente una policy, in ogni caso degli impegni e dei legami a questi. Non il semplice dominio sulle macchine, ma anche sulle menti (ma sì che lo so che è esagerato, sto scherzando!).

In conclusione conclusiva: viva Debian, abbasso Ubuntu! 😛

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo

Annunci

2 commenti su “Debian, Facebook e il software libero: cap. 2

  1. Hans Seltzer ha detto:

    Da ex utente Ubuntu e poi Arch, non posso che essere d’accordo con te, ora che sono definitivamente passato a Debian proprio per i motivi che hai elencato 😉

    • poomerang ha detto:

      congratulazioni! 🙂 io sono “ricaduto” nella trappola Ubuntiana, le ragioni principali essendo puramente pratiche – era veloce da installare, aggiornata e pronta per l’utente che non ha voglia di smanettare. cioè quello che ho scelto di essere, almeno per ora, motivo per cui questo blog giace nell’abbandono.
      chissà un giorno…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...